Anche se Attila non è come il Nabucco, l’abilità di Verdi assegna al canto d’insieme momenti belli e suggestivi
L'articolo qui riprodotto è in forma ridotta, per leggerlo integralmente prova il nostro sito per 30 giorni, oppure abbonati"Clicca qui per provare il sitoUn delirio e Muti, guida indomita alla testa della sua orchestra adorante, affascinata e malleabile come cera, pronta a cogliere il gesto perentorio, certo e chiaro, le mani che disegnano con tocchi leggeri l’intensità del suono e lo cadenzano. Il viso nobile e severo e il sorriso che si apre come un encomio, per quei professori che hanno tramutato la fascinazione e l’indagine sulla partitura del grande direttore nei colori e nelle sfumature, nell’eroismo e nell’amore/passione, nel desiderio di vendetta e in tutti i sentimenti che sono di “Attila” e del “primo” Verdi.
Questo è stato lo spettacolo offerto da Riccardo Muti al teatro dell’Opera di Roma, questo il...
Articolo letto: 11257 volte (28 Maggio 2012)