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L’azienda dovrà riassumere 145 operai iscritti alla Fiom-Cgil

Il giudice condanna l’arroganza Fiat

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Come ai bei tempi, per gli Agnelli, degli anni cinquanta, la Fiat vorrebbe avere come interlocutori in fabbrica soltanto i sindacati gialli (quelli creati dalla stessa azienda) o sindacati moderati (tipo Fim-Cisl e Uilm) che facessero accettare agli operai iscritti contratti capestro penalizzanti, ritmi di lavoro asfissianti e buste paga contrassegnate dall’incidenza crescente di straordinari e premi di produzione. Gli unici a dire no al nuovo corso erano stati Fiom-Cgil e Cobas e subito era scattata la ritorsione. Nessun iscritto della Fiom-Cgil tra i 2.200 operai assunti a Pomigliano D’Arco nella nuova società che, pur producendo auto Fiat, non è propriamente Fiat ma una new...
Articolo letto: 857 volte (21 Giugno 2012)












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