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Ansar al Dine demolisce due tombe della più grande mosche di Timbuctù. Intanto, Bamako crea un corpo di élite indipendente

Mali. La furia islamica si abbatte sulla moschea di Djingareyber

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Nonostante i moniti dell’Onu, che nei giorni scorsi aveva minacciato sanzioni, i ribelli islamici di Ansar al Dine hanno distrutto due tombe dell’antica moschea di Djingareyber, una delle tre più grandi della “città dei 333 santi”, dal 1988 patrimonio mondiale dell’Unesco. Nei giorni scorsi, i militanti islamici avevano già demolito l’ingresso della moschea di Sidi Yeyia e altri sette mausolei, suscitando l’indignazione della comunità internazionale. Un “crimine di guerra” perseguibile dalla Corte penale internazionale, aveva precisato il procuratore generale della Cpi, Fatou Bensouda. Una “furia distruttrice” contro “i tesori culturali del Mali” che le...
Articolo letto: 1037 volte (10 Luglio 2012)












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