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Cocaina e vip in una discoteca milanese
Milano da bere e… non solo
Corso Como è una nota via di Milano dove si trova uno dei templi del divertimento per pochi, il luogo in questione è la discoteca Hollywood. La discoteca è in realtà presente da più di vent’anni, ha cambiato nome negli anni ‘80, negli anni ‘90 è diventata ritrovo abituale di vip e di giovani che aspirano a tale status; il giorno martedì 27 luglio 2010 vi sono stati apposti dei sigilli, il locale è stato chiuso in quanto luogo dedito allo spaccio e al consumo di cocaina, tale consumo veniva perpetrato all’interno degli arcinoti privè e nei bagni del medesimo locale. Pare che tra i vip legati a tale consumo ci fossero Belen Rodriguez e altri personaggi dello spettacolo dai volti noti, Rinascita non è mai stato un quotidiano dedito alla cronaca e si spera che mai lo diventerà, amanti di tale genere possono soddisfare la propria voglia di gossip su ben altre testate. Il fatto che mi rende arrabbiato per tale situazione è un altro, l’illusione che forniva tale locale era ben evidente; l’illusione era di poter essere in mezzo a gente dello showbusiness illudendosi così di essere come tali persone. Per arrivare a vivere appieno tale situazione subentra la fata bianca (la cocaina), la fata bianca in realtà si è diffusa sempre di più negli ultimi anni. Finché si sentono storie di personaggi dello spettacolo il fatto in sé viene tollerato e giustificato, vengono messi alla gogna consumatori di strada e persone che ne fanno uso per sopportare lavori massacranti e una vita priva di ogni umanità. La differenza tra le due categorie è una striscia, una striscia di alta qualità di tale sostanza per vip, una striscia da strada per gli altri con seguito di condanne falsamente perbeniste dall’altra. La domanda mi sorge spontanea, Milano dove stai andando? Possibile che Milano sia associata solo al mondo della moda? Possibile che non si veda e non si voglia vedere il fatto della continua migrazione di abitanti verso l’hinterland che giorno dopo giorno rendono la città stessa più vuota? Possibile che non si veda e non si vogliano vedere interi quartieri che ristagnano nel degrado e nell’isolamento sociale sempre maggiore? Possibile non capire e non condannare l’opera sistematica di esclusione sociale attuata dalla giunta Moratti? Le mie sono solo domande retoriche e possono sembrare urla e in fondo lo sono, della città operaia e dedita al lavoro non è rimasto quasi niente, interi quartieri sono privi di un vero controllo sociale e tutto questo accade nonostante ci siano forze come la Lega che a parole difendono la legalità e l’ordine della città stessa. La verità è un’altra si sta costruendo un paradiso per pochi e per gli stessi di sempre lasciando l’illusione che si possa comunque parteciparvi, l’Hollywood come locale forniva questa illusione, ebbene credo sia l’ora di smettere di vivere questa illusione cerchiamo come forze antagoniste una reale coesione e soprattutto pur partendo da una condizione di davide contro Golia di fornire un esempio contro-culturale ripartendo da quartieri in difficoltà come la Stadera e la zona di Piazzale Segesta. E’ ora di ricominciare a parlare con i milanesi di temi concreti come lavoro, casa e futuro sforzandoci di far capire che le loro attese e le loro speranza sono state tradite. Non sarà sicuramente semplice ma credo sia l’unico metodo valido, basta con la Milano delle modelle e degli studenti figli di papà che pagano affitti da strozzinaggio, Milano torni ad essere una città popolare in un momento in cui solo l’aggettivo popolare qui sembra dar fastidio.
Articolo letto: 193 volte (29 Luglio 2010)
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