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Ampliamento e cementificazione di un territorio già deturpato

Palermo: la legge sul piano casa

     
di: Giacomo Faso
La Commissione Urbanistica del Comune di Palermo, convoca gli ordini professionali e le associazioni di tutela del territorio, per discutere sulla proposta di delibera relativa all’applicazione per il Comune stesso della legge regionale n. 6/2010, recante norme per il sostegno e l’attività edilizia e riqualificazione del patrimonio; cosiddetto “Piano Casa”.
La proposta arriva in Commissione poco prima dello scadere del termine dato ai Consigli comunali per adeguare la legge alle specifiche condizioni del territorio, riducendo conseguentemente i tempi per un dibattito approfondito su un argomento così delicato quale quello relativo all’uso e consumo del territorio.
In particolare, la Regione siciliana nel consentire l’ampliamento fino al 35% del volume esistente e nel prevedere la possibilità di demolire e ricostruire, non ha escluso dall’applicazione della legge talune zone che, soprattutto per il territorio palermitano già fortemente edificato, sono invece strategiche e devono essere salvaguardate, sia per assicurare il rispetto degli standard urbanistici, sia per garantire ipotesi di sviluppo del territorio secondo una visione razionale e organica dello stesso.
Ci si riferisce, in particolare, alle zone collinari che circondano la città di Palermo, agli scampoli di verde agricolo residui, al verde pubblico ed agli spazi per i servizi, ai siti di interesse comunitario (sic), alle zone sottoposte a vincoli paesaggistici ed inoltre agli immobili classificati come netto storico al di fuori delle zone A, nonché alle aree sottoposte a vincolo idrogeologico per rischi di frane e crolli (voci queste ultime condivise anche dall’assessorato all’Urbanistica proponente).
In altre parole, se la proposta con gli emendamenti suggeriti da alcuni esponenti della Commissione urbanistica non dovesse essere approvata, potrebbe darsi corso a migliaia di piccoli interventi che, se singolarmente considerati non avrebbero probabilmente rilevanza urbanistica, ma che nel loro complesso potrebbero rappresentare un ulteriore e incidente danno al territorio e all’ambiente, con ingiustificabile riduzione del verde.
A ciò si aggiunga che la citata legge regionale, da un lato, non risolve nessuno dei problemi alloggiativi della città di Palermo, poiché consente l’ampliamento a chi possiede già la casa, dall’altro lato, contribuisce, senza utilità, alla cementificazione del nostro già provato territorio.
 

Articolo letto: 254 volte (29 Luglio 2010)



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