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Il primo ministro Zapatero promette una finanziaria dura e austera per ridurre il deficit. In aumento la disoccupazione
Nuovi sacrifici per la Spagna
Sale la disoccupazione in Spagna e il primo ministro José Luiz Rodriguez Zapatero promette una finanziaria lacrime e sangue per il prossimo anno. Intanto anche l’agenzia privata Moody’s si dice pronta a tagliare ulteriormente il rating del Paese.
Il capo dell’esecutivo spagnolo ha confermato gli obiettivi di riduzione del deficit che dovrà scendere al 6 per cento del Pil nel 2011 e al 3 nel 2013, che lo scorso anno era attestato all’11,2%. A maggio il governo ha già varato un pacchetto di misure di austerità da 15 miliardi di euro, che include i taglio del 5% degli stipendi pubblici e il congelamento delle pensioni.
Per quanto riguarda il lavoro Zapatero si è detto pronto a realizzare una profonda riforma delle politiche di impiego, cambiando i servizi pubblici di collocamento perché sono “lontani da quelli che vogliamo per il Paese”. Posizione questa duramente osteggiata dai sindacati che hanno indetto uno sciopero generale per il 29 settembre contro la suddetta riforma. “Il processo che condurrà allo sciopero è irreversibile”, ha dichiarato Fernandez Toxo, presidente del Ccoo, il più grande sindacato spagnolo a guida comunista. Lo sciopero generale è stato indetto contro le decisioni del governo di proseguire con la riforma del lavoro che dovrebbe facilitare le assunzioni ma anche i licenziamenti. Le associazioni dei lavoratori hanno condannato le scelte dell’esecutivo per la loro flessibilità definendole, insieme al Partito popolare, “il maggior attacco al diritto del lavoro degli ultimi 30 anni” e precisando che le misure varate dal governo non faranno nulla per contenere la perdita dei posti di lavoro o per crearne di nuovi.
Sempre venerdì l’ente nazionale di statistica (Ine) ha riferito che nel secondo trimestre la disoccupazione è ulteriormente aumentata, salendo al 20,09 per cento, il tasso più elevato registrato dal 1997: uno spagnolo su cinque è senza lavoro. In totale i disoccupati a fine giugno raggiungono la cifra record di 4.646.500, 32.800 in più rispetto a marzo, e 508 mila in più rispetto a un anno fa. Nel frattempo anche le agenzie di rating avvertono che la Spagna perderà il rating di “Tripla A”, ma avvertono che il declassamento non sarà così drastico come avvenuto per la Grecia. A confermare la notizia è stato l’economista di Moody’s, Steven A. Hess in un’intervista rilasciata a Sidney e riportata anche dall’agenzia Bloomberg. Il Paese aveva già perso la “Tripla A” per mano di un’altra agenzia, la Standard & Poor’s, la prima a muoversi, nell’aprile scorso. Poi era stata la volta di Fitch che a maggio aveva tagliato il giudizio sul credito del Paese iberico da AAA ad AA+.
Articolo letto: 909 volte (30 Luglio 2010)
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