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Il ministro degli esteri Jeremic chiede una soluzione accettabile per tutti
Kosovo, il vaso di Pandora è aperto
Prosegue il tentativo della Serbia di contrastare la secessione albanese in Kosovo in tutte le sedi istituzionali e internazionali.
Il ministro degli Esteri Vuk Jeremić (al centro della foto) ha incontrato venerdì a New York il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, per discutere il progetto di risoluzione serba sul Kosovo. Dal canto suo il segretario generale ha sottolineato di voler coordinare strettamente le fasi successive con l’Unione europea, che si è offerta di facilitare un processo di dialogo tra Pristina e Belgrado. Naturalmente favorendo, come sempre, gli albanesi nella loro strategia di dominio della regione serba. Nel corso dell’incontro Ban Ki-moon ha precisato di voler fare appello a tutte le parti a sostenere il dialogo costruttivo e la risoluzione di tutte le questioni in sospeso, incoraggiando nel contempo la stabilità politica. Il segretario dell’Onu ha precisato di esser pronto a coordinare strettamente le fasi successive con l’Unione europea, che si è offerta di facilitare un processo di dialogo tra Pristina e Belgrado.
Durante il colloquio il segretario generale dell’Onu ha fatto appello a tutte le parti a sostenere il dialogo costruttivo e la risoluzione di tutte le questioni in sospeso, incoraggiando nel contempo la stabilità politica e scoraggiando le provocazioni.
Il giorno prima, Jeremić ha annunciato con piglio deciso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione contro il parere consultivo espresso dalla Corte internazionale di giustizia, che richiede l’uso del dialogo per raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile per tutte le questioni aperte. In quell’occasione il ministro serbo ha dichiarato che la Corte dell’Aja (Icj) ha “aperto il vaso di Pandora” dei movimenti secessionisti, che potrà essere richiuso solo se Pristina e Belgrado troveranno “una soluzione accettabile per entrambe su tutte le questioni sul piatto, attraverso il dialogo pacifico”.
Durante il suo discorso il ministro degli Esteri ha chiesto ai 120 Paesi Onu che non hanno riconosciuto la staterello fantoccio degli albanesi di mantenere la loro posizione anche dopo il parere della Corte internazionale e di appoggiare una risoluzione che dichiari che “una secessione unilaterale non può essere un modo accettabile per risolvere questioni territoriali”.
Il capo della diplomazia serba ha sostenuto che ci sono circa 100 movimenti separatisti nel mondo - dalla Cina, alla Russia, alla Spagna e l’Indonesia - e alcuni già hanno segnalato il loro interesse per i verdetto della scorsa settimana, pur non vincolante. “Credo - ha proseguito - che ci sia un bel po’ di eccitazione in varie parti del mondo, e c’è molta gente che segue il processo in corso”. Jeremic ha invitato i Paesi che non hanno riconosciuto il Kosovo ad appoggiare alla riunione dell’Assemblea generale dell’Onu, che sarà tenuta a settembre, la bozza di risoluzione che presentata dalla Serbia. In quella bozza la Serbia afferma che la secessione unilaterale è un modo inaccettabile per la risoluzione dei conflitti di un Paese sovrano.
Articolo letto: 963 volte (30 Luglio 2010)
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