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La notiziuola oscurata

     
di: Ugo Gaudenzi
Traduzioni:   
Ogni tanto ci rallegra interessarci degli Affari Interni di Mr. Franco Frattini.
Di solito, quanto accade nelle stanze che fanno capolino negli algidi corridoi della Farnesina, si sa, viene trattato con una colonnina a piè di pagina dagli autorevoli (sic) media nostrani e completamente glissato dalle radiotelevisioni. Con l’eccezione, naturalmente, di alcuni solidi “beneficiari” dei finanziamenti diretti del Ministero degli Affari Esteri per avere coperture stampa ad hoc (pensiamo all’Ansa, ad altre agenzie, direzioni Rai e organi di informazione omologati).
Prendiamo quanto accaduto una settimana fa. “Via al giro di ambasciatori” titolava su tre colonnine il “Corriere della sera” relegando su 59 righette le nomine e i giri di valzer tra Pechino, Afghanistan, Bruxelles e il Quirinale e le sostituzioni a Mosca, Beirut e Vaticano.
Poi, stretta in tre periodi, la notiziuola.
“Con l’estate le direzioni generali della Farnesina passeranno da 13 a 8.
 Così Sandro De Bernardin guiderà gli Affari politici e sicurezza, Giandomenico Magliano la Mondializzazione, Mario Bova l’Unione europea, Giobatta Verderame le Risorse, Massimo Civitelli l’Amministrazione e - udite, udite - Maurizio Melani il Sistema Paese.
Ohps, proprio l’Eccellenza Melani, Guida Suprema dell’Ambasciata d’Italia nell’Iraq occupato dagli angloamericani e dagli occidentali. Proprio quel Melani che aveva di fatto sdoppiato la sede diplomatica in due edificii diversi, l’uno nella fascia verde, l’altro nella fascia rossa; quello, per intenderci, che aveva inventata - o migliorata quale bene ereditario - il “sistema Iraq”: subappaltando a un “imprenditore-factotum” locale (ben contento del ricco contratto monopolistico) tutta la logistica e puranco l’elargizione di “mance” per il personale della doppia ambasciata; tanto interessato a garantire la sicurezza dei propri addetti che, in piena “zona rossa”, aveva permesso ad una dirigente di dotarsi di un “sicurissimo” campo da tennis (forse da proteggere, nell’eventualità di un attacco, con cavalli di frisia mobili...); capace, last but not least, di copiare saggiamente i regolatori americani nella protezione della sede diplomatica (con un rinforzo di carabinieri? Direte Voi... no. Con appalti ai contractors, ai mercenari). Proprio lo stesso Melani che non nascondeva la sua doppia protezione D’Alema-Fini e che ambiva, nella Farnesina riformata, a far sua la Direzione per la Mondializzazione. Lì è stato frenato. Da Baghdad dove si è occupato del Sistema Iraq, molto, ma molto, più “giustamente” - ne ha evidenti competenze - è stato promosso a Roma, per mettere in sesto  il “Sistema Italia”.
Ohps. Dimenticavamo. Ci sarebbe anche da trattare la “notiziuola” generale, quella della “riforma del ministero.
Sapete... “accorpamento” non significa “risparmio”. Non è affatto così. Sembra un sinonimo, ma la realtà è ben altra. Qualche misura-bluff di riduzione delle cadreghe non fa certo primavera. Bisogna vendere il complesso degli stanziamenti. In fondo siamo  l’Alleato fedele degli Usa e questo costa. A noi.



Articolo letto: 1757 volte (30 Luglio 2010)



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