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Si è dimessa per protesta Ella Pamfilova, capo della Commissione per i diritti umani
Cremlino: dissensi interni a Mosca
Il presidente russo Dmitrij Medvedev ha approvato questa settimana il decreto che darà più potere al Servizio federale per la sicurezza (Fsb), i servizi segreti che operano all’interno della Federazione. Ella Pamfilova (foto), capo della commissione per i diritti umani del Cremlino, si è dimessa venerdì. In Russia la notizia è stata commentata come un atto di protesta della Pamfilova contro il documento sottoscritto dal leader del Cremlino. La commissione era stata rilanciata da Medvedev con lo scopo di rifare il trucco alla Russia sul fronte dei diritti umani, per darne una nuova immagine all’esterno, da dove arrivano le critiche più dure. Il decreto in questione permetterà al Fsb di interrogare persone anche senza prove a loro carico. Il Consiglio per la società civile e i diritti umani, guidato fino a venerdì dalla Panfilova, ha anche denunciato la possibilità, d’ora in poi, da parte del Fsb di fare pressione su chiunque avrà posizioni critiche nei confronti del governo. “Siamo di fronte al riemergere delle pratiche peggiori ed illegali dello Stato totalitario con l’obiettivo di diffondere paura e sfiducia tra la popolazione”, hanno commentato gli esponenti del Consiglio. Già in precedenza la Pamfilova aveva espresso critiche verso il gruppo giovanile “Nashi” (i Nostri), organizzazione vicina al partito di governo Russia Unita (Edinaja Rossija), di cui è presidente lo stesso premier Vladimir Putin. Il fatto contestato è questo: nel corso dei campi estivi organizzati dai “Nostri”, i partecipanti hanno messo in cima a dei pali le foto delle teste degli attivisti per i diritti umani e di coloro che sono critici con il governo, marchiati come traditori della Russia. La Pamfilova, per dar credito al suo dissenso, ha anche ricordato che in altre occasioni i giovani simpatizzanti di Putin hanno fatto dei falò con i libri che per loro sarebbero da mettere al bando. Rispetto per le ragioni della Pamfilova, ma si possono fare delle obiezioni ai suoi gridi di allarme. Il decreto voluto dal parlamento russo, ora approvato da Medvedev, potrebbe anche, allucinazioni a parte, essere inteso come un ulteriore strumento di lotta e prevenzione al terrorismo: piaga che affligge la Russia quasi quotidianamente. Venerdì c’è stata un’esplosione nella capitale cecena Groznyj: un ferito. Il giorno prima è stato sventato un tentativo di attentato all’aeroporto di Mosca. Recenti le tragedie della centrale elettrica in Kabardino-Balkaria e nella metro di Mosca. Ma la lista è molto più lunga.
Articolo letto: 405 volte (30 Luglio 2010)
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